Blog Chirurgia Estetica | Rinoplastica Punta Naso
Il Blog di Chirurgia Estetica con informazioni e news sui procedimenti più richiesti come la mastoplastica additiva, la rinoplastica, i filler di acido ialuronico e il botulino.
blog chirurgia estetica, chirurgia plastica, acido ialuronico, filler, mastoplastica additiva, rinoplastica, botulino, liposuzione, blefaroplastica, biotecnologie.
7693
post-template-default,single,single-post,postid-7693,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,wpb-js-composer js-comp-ver-4.1.2,vc_responsive
 

Blog

Rinoplastica Punta Naso

  |   Chirurgia Estetica, Rinoplastica   |   No comment

Ha ancora senso al giorno d’oggi parlare di chirurgia estetica della punta del naso?

Nel corso degli ultimi anni c’è stata una strana tendenza con un aumento delle richieste di  un intervento limitato alla punta del naso: rinoplastica punta naso. Mi chiedo perché ancora oggi si parli di una opzione,  che nella maggior parte dei casi è destinata ad un insuccesso o comunque ad un risultato insoddisfacente.

Rinoplastica punta naso

rinoplastica punta naso

Facendo un passo indietro, secondo il mio parere, il naso non va mai preso in considerazione a compartimenti stagni. Il motivo principale è che si tratta di una struttura dinamica e modificare  una parte significa influenzare l’estetica di tutte le altre parti. Per fare il classico esempio la struttura piramidale del dorso osseo del naso  fa si che in presenza di un abbassamento isolato del dorso stesso, per rimuovere ad esempio una gobba, a cui non fa seguito una osteotomia laterale per restringere le ossa del naso, produce un naso dall’aspetto più largo, pur non avendo fatto nulla per allargarlo, con un risultato finale spesso insoddisfacente.

Ma allora perché questa richiesta?

Credo che nel corso degli ultimi venti anni come spesso succede per altri tipi di interventi l’approccio estetico del naso è stato fatto non solo da medici specialisti con “formazione estetica”,  ma anche da medici che venivano da branche affini, che avevano a che fare con la chirurgia del naso. Spesso quindi la rinoplastica si limitava alla rimozione abbondante della gobba,  senza il modellamento delle altre strutture, lasciando la punta del naso grossa, con i risultati che noi tutti conosciamo: nasi artificiali, “rifatti”, riconoscibili anche da profani.

La richiesta di ridurre la punta del naso, da un lato è stata incrementata da pazienti, che hanno realizzato una rinoplastica incompleta alcuni anni fa e oggi vengono a richiedere una rinoplastica secondaria, che spesso si limita ad un intervento per correggere la punta del naso grossa. Per contro spesso chi vuole affrontare per la prima volta un intervento di rinoplastica, avendo paura di esiti artificiali, come se ne sono visti negli ultimi venti anni preferirebbe un intervento più conservativo, spesso limitato a ridurre la punta del naso anche a scapito di piccole imperfezioni residue.

Ma allora perché la chirurgia estetica isolata della punta del naso non è una strada percorribile?

Secondo me innanzi tutto c’è da dire che un intervento più conservativo non deve significare un intervento incompleto o che porta a risultati mediocri. Non ci scordiamo che per affrontare una chirurgia secondaria del naso anche per correggere una rinoplastica incompleta,  occorre attendere un tempo minimo di 8-12 mesi. C’è da dire poi che ogni volta, che fallisce un intervento al naso ci si gioca sempre di più  la possibilità di ottenere il risultato desiderato, il motivo è da addebitare alla fibrosi, che si forma con l’aumentare del numero dei re interventi  che, tende a rendere il naso più rigido e i risultati più difficili da ottenere. In altre parole possiamo operare il naso anche dieci volte ma più volte lo operiamo e più difficile risulta ottenere modifiche concrete della forma del naso. Nella mia esperienza tutte le volte che mi sono lasciato convincere a ridurre la punta del naso isolatamente mi sono quasi sempre pentito, perché i risultati non sono stati quasi mai soddisfacenti. Certo esistono alcuni rari casi in cui è possibile ridurre la punta del naso da sola proporzionando buoni risultati. Questi casi sono generalmente quelli di persone con pelle sottile e una ipertrofia isolata delle cartilagini alari o della porzione caudale del setto cartilagineo (per intendere quelli con la punta del naso cadente), con dorso stretto e regolare. Queste caratteristiche tuttavia nella nostra popolazione rappresentano al massimo il 5-6% di tutte le persone che richiedono una rinoplastica. In questi casi fortunati generalmente la tecnica di scelta è la Rinoplastica Open che tramite una piccola incisione sulla columella accompagnata da piccole incisioni dentro le narici consente di scoperchiare la punta del naso e lavorarla a cielo aperto con precisione millimetrica. Una Rinoplastica Virtuale fatta con criterio aiuterà inoltre a capire l’entità del miglioramento ottenibile (per ulteriori informazioni visita la sezione dedicata alla Rinoplastica del sito www.chirurgiaplasticaestetica.com).

Concludendo il naso va sempre trattato come un unica unità funzionale che non può essere scissa in singole parti da modificare a piacimento (es. rinoplastica punta naso), pena l’ottenimento di risultati insoddisfacenti, che necessitano quasi sempre di un successivo intervento estetico di correzione.

No Comments

Post A Comment